Bruxelles alza il livello dello scontro sulla Biennale di Venezia. La decisione di invitare la Russia a riaprire il proprio padiglione nazionale è “totalmente incompatibile con la posizione dell’Unione europea”, ha dichiarato il commissario alla Cultura Glenn Micallef, confermando il possibile ritiro dei finanziamenti europei.
L’Agenzia Ue per l’istruzione e la cultura ha infatti notificato agli organizzatori l’intenzione di sospendere un contributo da 2 milioni di euro se la decisione non verrà rivista. Un segnale politico forte, accompagnato dal sostegno esplicito al ministro della Cultura Alessandro Giuli, che da settimane porta avanti una linea dura contro la presenza russa.
Intervenendo mercoledì alla plenaria del Parlamento europeo a strasburgo, Micallef ha chiarito che la partecipazione russa a eventi culturali internazionali mentre prosegue la guerra in Ucraina è considerata inaccettabile. Il commissario ha anche annunciato che non parteciperà personalmente alla Biennale “finché la Russia continuerà a essere invitata”.
La Commissione ha inoltre sollevato la questione direttamente con il governo italiano già a marzo, trasformando il caso in un dossier politico a tutti gli effetti, ben oltre il perimetro culturale.
Roma si muove: ispettori e ipotesi commissariamento
Sul fronte interno, il ministero della Cultura ha inviato ispettori alla Biennale per acquisire documentazione sulla riapertura del padiglione russo e verificare il rispetto delle sanzioni europee. Ma il controllo potrebbe allargarsi anche ai bilanci della Fondazione, alimentando l’ipotesi di un commissariamento a ridosso dell’inaugurazione del 9 maggio.
La linea di Giuli ha aperto una frattura con il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, che ha finora difeso l’autonomia dell’istituzione e la correttezza delle procedure seguite.
La Biennale respinge le accuse e rivendica di aver operato nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee, sostenendo che nessuna sanzione sia stata aggirata e che le interlocuzioni con la Federazione russa siano avvenute come per qualsiasi altro Paese extra-UE.

